Il 5 gennaio non è una data qualsiasi

WP_20140422_006

Il 5 gennaio non è una data qualsiasi. In questo giorno, nel 1984, l’esperienza di Giuseppe Fava fu fermata. Non ci assumiamo l’arroganza di considerarci suoi “discepoli” (termine che probabilmente sarebbe costato uno sguardo di dolce rimprovero dal “Direttore”) e neppure ci paragoniamo ai “carusi” de I Siciliani, ai quali guardiamo con affetto. Da quelle ceneri si è formata non la stessa fenice, ma un’energia che si è incorporata in tante e diverse altre esperienze. Noi, con umiltà, ci auguriamo di poter rappresentare, anche in piccolo, quello spirito se non di giornalismo, almeno di racconto. Per questo siamo in rete con “I Siciliani Giovani” di oggi, che si muovono non per ‘celebrare’ e ‘ricordare’ ma per risvegliare tutti – in particolare i catanesi – ad una rinnovata coscienza civile (Di che cosa si parla quando si parla di Catania).

Quest’anno, il 5 gennaio porta con sé un altro nome, quello di Elena Fava, figlia di Giuseppe, espressione di quell’amore per l’umanità che spinge ad agire e lottare contro ciò che non va.

5 gennaio 2015. Anche per noi di Fili di Canapa “Qualcosa si muove”. Quel qualcosa è stato il primo vagito ufficiale del nostro blog. A un anno di distanza possiamo dire con certezza che siamo andati avanti: i primi momenti sono stati vivaci e ricchi di pubblicazioni, poi abbiamo rallentato; sino a giungere ad una fase in cui abbiamo lanciato giusto qualche segnale di vita, il minimo indispensabile. Ma questo fa parte di quasi tutte le nuove esperienze: quando prendono piede si lavora a gran velocità e poi si ridimensionano fino al punto in cui tocca spingerle ad andare avanti. In questi momenti si capisce cosa realmente animi queste esperienze.

A seguire poi abbiamo pubblicato il 9 gennaio 2015 Caro Charlie. Ci è uscito come uno di quegli urli che racchiude tutto, un groviglio di emozioni, di idee. Uno smarrimento di coscienza. Le emozioni non dovrebbero fare parte del giornalismo, ne devierebbe l’oggettività. Ma solo uno sciocco o un idealista accecato può credere veramente questo. Siamo uomini, parliamo di uomini e di cose fatte da uomini. “L’elemento umano è per noi costitutivo”, sta scritto nel nostro MANIFESTO. Quell’urlo ancora ci strozza il fiato. Poi si sono susseguiti altri articoli.

La tentazione di guardare il passato, osservando cosa abbiamo fatto nel nostro blog è molto forte. Nella mitologia a molti eroi è stata imposta come prova il non guardarsi indietro. Non il solo girarsi ma proprio il compiere l’atto di guardare ciò che c’era dietro di loro. Qualcuno è riuscito a superare la prova, altri non ce l’hanno fatta e si sono voltati all’ultimo. Questo è un gesto estremamente umano, non resistere alla tentazione di fare ciò che è stato vietato e anche  il voler avere ciò che si desidera, subito.

Ci poniamo questa domanda, lasciando a voi una possibile risposta: ne sarà valsa la pena?

Noi, per fortuna, non siamo sottoposti a questa prova e possiamo prenderci il lusso di guardare ciò che è stato, ciò che abbiamo già percorso. Nel voltarci vediamo delle orme, alcune molto profonde, altre talmente leggere che non si possono neanche vedere ma solo percepire, nel riconoscerle sai che qualcuno ha poggiato i piedi in quel pezzo di terreno. Scrutiamo la valle dalla quale siamo partiti: si riescono ancora a distinguere i dettagli, vediamo il fumo che esce dai camini.

Ci sono altre fasi in cui invece si possono distinguere perfettamente le strade che ognuno ha scelto. C’è qualche traccia più avanti, qualcuna più indietro, altre più oblique ma sempre insieme. Chissà anche che tra quelle orme non ci siano anche le tue, caro lettore, che tu decida, anche per un tratto, di camminare con noi. Porta e braccia sono sempre aperte e la strada è ancora tanta.
Ci si guarda indietro non per rimpianto ma per prendere l’energia che c’è in quello che si è fatto, come una boccata d’aria.
Poi si va avanti e lassù, là in lontananza, si vedrà anche questo: due orme in senso contrario che si incontrano.

 

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...