Maciste, “Re” della libertà.

L'immagine può contenere: una o più persone e persone sul palco

“Più sollevi, più sei libero!” ripete Maciste, il Re di Porta di Palazzo, tenendo alta sulla testa una pesante pietra. E i bambini guardano stupiti e corrono sul palco a toccare la pietra di… gomma piuma.

In questa scena possiamo racchiudere lo spettacolo che ha debuttato domenica 17 dicembre a Torino presso La Casa del Teatro Ragazzi e Giovani a cura dell’Associazione La Poltrona Rossa di Catania, in cui si racconta la storia di Maciste, al secolo Gioachino Marletta, che in piazza della Repubblica, negli anni ’60 di una Torino nel boom dell’immigrazione, incantava il pubblico, alla domenica mattina, sollevando una pesante pietra e spaccando le maglie di una catena che si legava attorno al petto; ma soprattutto sfidando coreograficamente gli astanti a fare altrettanto…

Non un semplice spettacolo di burattini, quello scritto da Ivana Parisi in collaborazione con Marcella Giammusso e Paolo Parisi, ma una prova di eccellente ‘artigianato teatrale’ in cui confluiscono in un tutt’uno poetico e a tratti surreale la tradizione dei pupi, quella degli artisti di strada, lo spirito dei cantastorie e l’impegno civile del teatro sociale.

La storia di Maciste viene raccontata con gli occhi della piccola Zagarina che lascia il Sud e raggiunge con sua madre sul ‘treno del Sole’ il padre che lavora in fabbrica a Torino. Sorprendentemente efficace l’inserto in cui il ‘cantastorie’ srotola una cartina d’Italia e si rivolge direttamente al pubblico per spiegare quale viaggio fosse quello di chi attraversava lo stivale per raggiungere il sogno di una vita migliore.

Ma la Torino di quegli anni non è affatto ospitale con gli immigrati, e mettere insieme il pranzo con la cena, continua a essere difficile. La piccola Zagarina decide così di fare la sua parte e tutte le mattine, prima di andare a scuola, si reca al mercato di Porta Palazzo per guadagnare qualcosa facendo piccoli lavoretti tra le bancarelle della frutta. Porta Palazzo – per i torinesi, Porta Pila – non è solo un grande mercato, ma anche un posto dove la magia dei violinisti, dei burattinai, dei mangiafuoco e dei chiromanti aiuta il popolo a superare le preoccupazioni della vita quotidiana. Qui Zagarina conosce il famosissimo e fortissimo saltimbanco Maciste, il Re di Porta Palazzo, che vende bambole e fa spettacoli in piazza. Fra il gigante buono e la piccola Zagarina nasca un’amicizia così grande, che i due decidono di mettere su una compagnia per fare insieme spettacoli di strada e raccontare la libertà.

Lo spettacolo è coloratissimo e luminoso, animato dai pregevoli burattini di Ivana Parisi e ‘illustrato’ da meravigliosi fondali realizzati in collaborazione con le donne recluse nei carceri di Pontremoli e Catania.

La principale fonte della scrittura dei testi è il libro di Andrea Biscàro (“Il Maciste di Porta Pila, Storie di immigrati e del ‘Re’ Maurizio”, Neos Edizioni, Rivoli, 2013) dove si racconta che Gioachino Marletta, detto Maurizio, arriva a Torino proprio da Catania, dove era nato nel 1935; ma salito al Nord, a differenza dei molti che erano venuti su col miraggio del posto fisso, aveva scelto di vivere interpretando il ruolo dell’ultimo artista di strada della tradizione di Porta Palazzo. Il Maciste di Biscàro, nello spettacolo della Compagnia catanese, appare come una sorta di campione della libertà, un sognatore ed antieroe, rappresentante di quel mondo di immaginazione e fantasia che, allora come oggi, rischia sempre di morire schiacciato dal potere dei padroni di turno… A meno che non si giochi a sollevare pesi e spezzare catene, canticchiando tutti insieme: “Più sollevi, più sei libero, più sollevi più sei libero, più sollevi, più sei libero!”

Paolo D’Elia

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